duetto

da 1 a 5 anni

Spettacolo senza parole

descrizione

regia Valeria Frabetti e Andrea Buzzetti
con Chiara Carrara e Andrea Rodegher

Musica senza musicisti, note senza pentagramma, un dito per accendere immagini sonore, un balzo e rimbalzo tra gesti e gesture.
Due mondi che si incontrano scontrandosi, due linguaggi che imparano ad ascoltarsi, due suoni diversi da accordare.
La storia di un incontro che nasce come uno scontro: lui con i suoi suoni giocosi e colorati, lei con i suoi movimenti leggeri e ricchi di immagini.
Una performance che racconta della diversità di due linguaggi: quello sonoro e visivo creato in diretta grazie all’uso di un tablet e quello evocativo del movimento danzato.
A fare da specchio all’evolversi della relazione è il cambiamento dello spazio scenico: da luogo esclusivo di uno solo, a spazio condiviso di giochi e scontri.
I due mondi si scrutano, si attraggono, si mescolano, entrano in relazione per dare vita a un vero e proprio duetto.

Durata 45 minuti circa
Età consigliata dai 12 mesi ai 5 anni

Festival e rassegne in cui è stato ospitato Duetto
1 e 3/03/15 – Visioni di Futuro Visioni di Teatro, Bologna
31/10 e 1/11/15 – Segni d’Infanzia, Mantova
4/10/15 – International Theatre Festival for Children “100, 1000, 1.000.000 stories”, Bucarest
19/03/16 – Naj, Naj, Naj Festival, Zagabria
10/10/16 – FITPTI Iasi International Theatre Festival for Young Audience, Iasi
24/11/16 – Children’s Theatre Festival Zvezdarište, Belgrado

info e prenotazioni: tel. 035 4243079

progetto

Duetto, realizzato in collaborazione con La Baracca – Testoni Ragazzi di Bologna, si sviluppa attorno al tema dell’uso creativo della tecnologia nell’infanzia.

Il focus è sul bambino, sulla sua educazione alla libertà creativa. Obiettivo è indagare sull’interazione tra bambino-tecnologia-arte e creatività.

Negli ultimi anni il tema dell’uso di tecnologie da parte dei più piccoli è un argomento molto dibattuto. Come in una sorta di processo in cui sul banco degli imputati ci sono le nuove tecnologie, gli esperti si dividono tra colpevolisti e innocentisti: i primi mettono in luce i danni psicologici e relazionali che questi strumenti provocherebbero allo sviluppo del bambino, i secondi, al contrario, ne mettono in rilievo le potenzialità espressive e la facilità d’utilizzo.
Tale dibattito apre ad alcune domande: un device può avere un utilizzo artistico? Può stimolare attivamente la creatività dei più piccoli? Quali prodotti artistici si possono realizzare? E con quale grado di complessità? Come cambia l’approccio dei bambini a seconda della cultura di appartenenza?
Il nostro punto di vista è quello di una compagnia teatrale che da più di trent’anni ha come mission quella di sperimentare forme comunicative ed espressive che possano crescere e svilupparsi insieme alle nuove generazioni con cui lavora.

Il desiderio che ci muove è la volontà di esplorare il legame tra arte, educazione e nuovi linguaggi tecnologici nella considerazione del dato oggettivo della presenza di questi strumenti nella vita quotidiana dei “nativi digitali”.