occhinsù

da 1 a 5 anni

Spettacolo senza parole

descrizione

regia Stefano Mecca
con Chiara Carrara e Andrea Rodegher

Arriva? Sta arrivando!
Aspettiamo. E nell’attesa… giochiamo!
Giochiamo a costruire, giochiamo ad aspettare. Giochiamo a costruire l’attesa.
Arriverà dall’alto quindi… occhinsù!
“Facciamo che eravamo” in un cantiere, tra attrezzi e mattoncini. Due operai e un aiutante molto speciale. E un muro. Un muro?!?
No, non un muro per dividere, non un muro per proteggere o per nascondere, ma per accogliere. Un muro che forse proprio un muro non è…
Occhinsù per vedere se arriva, per essere pronti a iniziare un altro nuovo gioco!
In un’esplosione di colori e musica, tra apparizioni inattese e giochi improbabili, OCCHINSÙ vi porterà in un mondo sospeso tra tecnologia e tradizione, dove la voglia di giocare insieme è in continua costruzione, dove sorpresa e divertimento sospendono i lavori in corso.

Durata 45 minuti circa (performance + interazione con i bambini)
Età consigliata dai 12 mesi ai 5 anni.

info e prenotazioni: tel. 035 4243079

progetto artistico

Con lo spettacolo Duetto dialogo musicale per attore e tablet abbiamo avviato una ricerca artistica a partire da alcune domande: come stanno cambiando i giochi dei nostri bambini, in particolare quelli più piccoli, dall’anno di età circa ai 5 anni? In che modo la tecnologia più recente dialoga con i giocattoli? Quali relazioni si instaurano fra tecnologia e dimensione del gioco?

Sempre seguendo lo stesso input creativo, e cioè indagare sull’interazione tra bambino-tecnologia-arte e creatività, “Occhinsù” si cimenta con droni e robot, o almeno di quelli di uso più “casalingo”, mentre “Duetto” intende esplorare il mondo del tablet e delle sue applicazioni.
Nella nostra consueta e stretta relazione con i bambini, abbiamo potuto osservare il modo in cui sviluppano una relazione inedita con i Digital Devices (DDs), presenti in tutte le dimensioni della loro vita: oltre al gioco, le relazioni sociali e il modo in cui si affacciano ai saperi. I DDs sono imprescindibili strumenti di fruizione nell’informazione, agevolano la comunicazione, contribuiscono a rendere più efficace il sistema educativo e promuovono le reti sociali. Pertanto, l’accostamento dei bambini alle nuove tecnologie si dimostra inevitabile e quindi bisognoso di essere guidato a un uso consapevole per poterne esplorare tutte le possibilità.

“Occhinsù” mette in scena un immaginario cantiere – e chi ha un bambino sa quanto ruspe, scavatori, costruzioni e affini possano esercitare un certo fascino e far parte dell’immaginario nel gioco – in cui due operai lavorano, aiutati da uno speciale assistente: un piccolo e simpatico robot. Tutti intenti ad accogliere, infine, un drone, ospite volante che sorprenderà attori e pubblico.
Questi oggetti, robot, droni, tablet, per i bambini sono sempre più famigliari e presenti nelle loro abitazioni, spesso proprio come giocattoli…anche dei loro genitori!
Devices e giochi nati dall’utilizzo di moderne tecnologie sono talvolta etichettati come “nemici” della fantasia e della crescita del bambino. Tuttavia, utilizzati in modo corretto e consapevole, si sottraggono a ogni minaccia di danni per la salute psico-fisica e/o relativa all’apprendimento e alla vita relazionale.

Noi abbiamo provato a cercare una strada creativa che affiancasse questi oggetti a giochi più tradizionali, in una commistione che crediamo possa essere stimolante dal punto di vista artistico.
Nel panorama italiano di teatro per la prima e primissima infanzia è raro trovare produzioni con questo tipo di messa in scena, con un impatto visivo moderno. Vorremmo quindi da una parte “sdoganare” questo tipo di approccio e dall’altra sperimentare forme comunicative ed espressive che possano crescere e svilupparsi insieme alle nuove generazioni con cui lavoriamo.
La finalità centrale rimane quella di mantenere sempre vivo il dialogo con i nuovi linguaggi.