BOBOBOO

da 1 a 5 anni

Spettacolo senza parole

descrizione

regia Daryl Beeton e Chiara Carrara
con Chiara Masseroli e Marco Menghini
costumi Giuseppina Marchesi
scene e oggetti Marco Raineri, Roberto Frutti e Marilena Burini
spettacolo sostenuto da MIBAC e da Regione Lombardia e Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto Next 2018-2019

 

C’era una volta una giovane coppia innamorata e spensierata.
Un giorno arrivò un piccolo batuffolo rosa, un bel bambino.
E vissero tutti felici e contenti.
Ma è davvero così? Nella nostra storia questa non è la fine, è solo l’inizio!
L’avventura dell’essere genitori e il percorso di crescita del piccolo sono narrati con uno sguardo dolce, commovente, ma anche ironico e a tratti irriverente.

 

Durata 45 minuti circa (performance + interazione con i bambini)
Età consigliata dai 12 mesi ai 5 anni (nido, sez. primavera, scuola dell’infanzia)

info e prenotazioni: tel. 035 4243079

progetto artistico

EQUILIBRIO DINAMICO – Note di regia di Chiara Carrara

Nel luglio del 2017 Daryl Beeton è stato invitato dalla nostra compagnia per uno scambio formativo sul tema del teatro come strumento e occasione di inclusione sociale.
Teatro Prova si occupa di questi temi da vent’anni ed era l’occasione per approfondire certi argomenti e rilanciarne altri, con uno sguardo e un approccio culturale diverso e da scoprire.
Mi aspettavo e speravo in un incontro professionale interessante e stimolante; quello che non mi aspettavo è che in un momento molto particolare della mia vita (rientravo al lavoro dopo una lunga e dolorosa malattia) potesse arrivare anche un sorprendente incontro umano.
La sensibilità dello sguardo di Daryl, la sua capacità di valorizzare ciò che rende uniche le persone, il suo amore per il teatro, mi hanno affascinato e contagiato caricandomi di entusiasmo e passione.
Sono state giornate molto intense di confronto nelle quali gli aspetti professionali e quelli umani si sono fusi e hanno dato vita a una forte intesa creativa.
Un’intesa unita a una curiosità e a un feeling reciproco, che hanno portato in modo naturale all’idea di costruire a quattro mani, due teste e molteplici sguardi questo spettacolo.

La scelta di questa storia nasce da due urgenze:
– La necessità di trovare un racconto che potesse muoversi su un registro realistico e insieme metaforico, per parlare dell’esperienza della crescita di una famiglia e dei suoi componenti svincolandosi sia dal punto di vista del bambino (la maggior parte delle produzioni rivolte al target della prima infanzia racconta il mondo dei bambini calandosi nella prospettiva del pubblico più piccolo, e a noi interessava allargare questo orizzonte), sia dal modo lezioso e idealizzato con cui tipicamente il sentire comune si approccia all’argomento. Volevamo insomma una bella “botta di realtà” che potesse colpire lo spettatore, facendolo magari divertire mentre si ritrova nel racconto a cui assiste.
– Il desiderio di crescere nella nostra ricerca per proporre spettacoli godibili e accessibili agli spettatori di qualunque età, unicità e provenienza: uno spettacolo sulle famiglie per le famiglie, messo in scena da due registi con provenienze, esperienze di vita e famiglie molto diverse tra loro, garanzia di una pluralità di vedute e sensibilità necessarie per il nostro obiettivo.

Il processo creativo, la scelta della storia, la regia, lo stare in scena dei due attori: tutto nel nostro spettacolo si muove in un modo che ci piace descrivere come EQUILIBRIO DINAMICO.
Non una contraddizione, come può apparentemente sembrare, piuttosto uno stato che ci permette continuamente di rappresentare la possibilità di sapersi trasformare adattandosi a un contesto, a una relazione, a una realtà non immutabile, mantenendo però la propria essenza identitaria.
Per questo motivo i due attori in scena sono circondati da sfere luminose e oggetti sferici in movimento: un’immagine semplice ma significativa che rende l’idea della circolarità, del ciclo della vita, della crescita, della genitorialità. Una scena che permette di rendere concreta l’immagine della ricerca di nuovi equilibri, nel bilanciamento di forze e spinte che danno la possibilità di procedere.
I due protagonisti, tra prove ed errori, saranno impegnati, mentre il racconto procede, a trovare delle soluzioni per mantenere in equilibrio loro stessi, la loro relazione e lo spazio che abitano.

La scelta degli oggetti di scena prosegue inoltre un percorso iniziato dalla compagnia ormai da qualche anno: dopo la presenza di tablet, droni e robot nelle passate produzioni per la primissima infanzia, continua la ricerca di un uso della tecnologia che possa risultare “amica” e a portata di bambino, che non sostituisca creatività e immaginazione, ma anzi ne stimoli potenzialità e sguardi.