IL PAESE DI NIENTE

6+

Il Re del Paese di Niente, come tutti i sovrani, combatte le sue guerre per mantenere l’ordine.
Ma le guerre di questo Re sono strane.
Lui dà la caccia alle grida, alle lacrime, ai colori, ai sospiri, ai sogni.
E li chiude in gabbia. Poco a poco, tutti abbandonano il regno.
Tutti eccetto la figlia del Re, che non sopporta più di essere l’erede del Paese di Niente.
Un giorno, la principessa conosce il mondo che sta fuori: un luogo di emozioni vertiginose, fatto di rumori, persone, vita vera.
Tutto ciò che il padre ha bandito per proteggerla.
La principessa si ribella al suo adorato padre, affinché nel suo regno tornino tutte le cose belle, caotiche e preziose che servono per essere felici.


 

Età consigliata 6+ (Scuola Primaria e Secondaria di I grado)
Durata indicativa 50′
SIAE testi non tutelati, musica tutelata

Spettacolo NON adatto a spazi diversi da quelli teatrali. Per ulteriori informazioni tecniche consultare la scheda sotto riportata.

DEBUTTO

2 febbraio 2020 – Teatro San Giorgio, Bergamo

con Chiara Carrara, Beatrice Gotti e Andrea Rodegher
regia Francesca Poliani
scenografia
Francesca Marini
musiche originali Ottavia Marini
luci Marco Raineri
costumi Marilena Burini

Spettacolo sostenuto da Regione Lombardia e Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto Next 2019/2020

NOTE DI REGIA

Il teatro è l’unico luogo dove, attraverso l’azione, l’immaginazione diventa tangibile e i bambini spettatori trovano rappresentato un mondo in cui si identificano e riconoscono, come chi si prende cura di loro e li accompagna.

Volevo innanzitutto un testo che parlasse con parole simbolo, non volevo essere didascalica ma tradurre nella messinscena una ricerca che nel mio lavoro laboratoriale coi bambini sto sperimentando ormai da anni.

Trovo che togliendo sempre più le spiegazioni si possa circoscrivere il rischio di condizionare i bambini limitando la loro libertà con parole che già evocano o descrivono.

Volevo parlare di emozioni senza elencarle, esaltare l’esperienza senza raccontarla.

E allora ho deciso di raccontare una storia in cui la libertà di essere se stessi è negata da un adulto, per suscitare nei bambini la curiosità verso la propria unicità, e nei grandi l’interrogarsi circa il proprio ruolo.

Francesca Poliani