Affido familiare

L'AFFIDO FAMILIARE

L'affido familiare è uno degli interventi sociali più complessi e sofisticati, perché prevede il coinvolgimento di un alto numero di soggetti, (gli operatori di diversi Servizi, il minore, la sua famiglia affidataria la comunità locale), e lo sviluppo di numerose dinamiche relazionali attorno al bambino.

Questo istituto giuridico, ponendosi come alternativa alla permanenza in istituto, non mette in discussione l'appartenenza del minore alla sua famiglia, anzi la tutela, ma offre al bambino l’occasione, per un periodo di limitato tempo, di fare esperienza di crescita in un'altra famiglia.

 

L'affido è

accompagnare il bambino,

un poco,

nel cammino della vita.



Il Progetto è la realizzazione di un 'sogno nel cassetto' di quattro operatori psicosociali che da anni operano nel Servizio Affidi. Nasce dalla constatazione che le tradizionali campagne di sensibilizzazione attraverso la 'serata con dibattito' avevano esaurito la loro funzione. Nasce dal desiderio di rinnovamento, dall'osservazione che la tavola rotonda attiva solo una certa fascia di popolazione (di solito già sensibile al problema) e agisce attraverso canali di comunicazione troppo elitari, perché il messaggio, per essere interiorizzato e fatto proprio, deve essere compreso sul piano razionale .

L’ idea invece è quella di creare la possibilità di arrivare direttamente alle emozioni e al cuore delle persone attraverso un linguaggio emotivo, più diretto, fatto di immagini, suoni, colori e luci (l'affido di un minore smuove soprattutto le emozioni e non sempre le capacità razionali ci aiutano a gestirle).

Da tutto questo nasce l'idea di uno spettacolo teatrale.

UN DUE TRE STELLA
regia di Silvia Barbieri
con Chiara Masseroli, Stefano Mecca, Davide Pirola

Tre storie, tre infanzie accomunate da una medesima situazione: bambini i cui genitori non possono tenerli con sé perché “hanno le idee un po’ per aria”.

Bambini che aspettano, in un luogo fantastico e simbolico, che qualcuno venga a prenderli per accudirli ed amarli: una nuova famiglia, una mamma e un papà in prestito.

Bambini con grandi valige, piene dei loro oggetti, dei loro vissuti, dei loro desideri e delle loro paure.

Stella aspetta una nuova mamma, in attesa che quella vera, sognata e mitizzata torni ad occuparsi di lei. Ribelle ed inquieta si affeziona presto a Poldo, timido ed introverso: lui la mamma non l’ha più e a nominare il papà si intristisce. Luca troverà presto una nuova famiglia che gli vorrà bene.

Simone non è più un bambino, ormai è cresciuto e può raccontare di aver avuto due mamme. Forse troppe, ma la vita gli ha voluto bene senza contare. E grazie a ciò ora può spiccare il volo, realizzando il sogno di diventare pilota d’aereo: per portare valige pesanti bisogna attrezzarsi. Ora è cresciuto, non piange più e può dare fiducia e speranza a Stella che rimane ad aspettare qualcuno che l’aiuti a crescere e ad illuminare la sua infanzia. Tre storie che si intrecciano attraverso i giochi di bambini, scherzi, bugie, cioccolata rubata e pipì a letto.

Attraverso richieste di attenzione e bisogno di sentirsi al riparo, proprio come sotto un grande ombrello quando fuori piove forte.

Uno spettacolo che parla dei bambini e non solo di quelli meno fortunati. Parla delle richieste che i bambini continuamente sottopongono al mondo dell’adulto che lo cura e lo sorveglia. Uno spettacolo che parla di bambini anche ad altri bambini, che si possono divertire e soprattutto riconoscere nel misterioso pianeta-infanzia.

“Un’oasi non sconfigge il deserto, ma disseta”.  (J. Prevert)

In collaborazione con:
ASL Servizio Affidi, Bergamo (BG)


Lo spettacolo, dal 2001, è stato proposto nell’ambito di numerosi convegni, progetti e dibattiti promossi da Enti e Istituzioni.

In particolare:

Progetto Affidiamoci - Servizi Sociali del Comune di Albano Laziale

Progetto A Fido - Provincia di Milano

Progetto Veneto Affido - Comuni di Verona e Padova

Lo spettacolo ha realizzato ad oggi un totale di 140 repliche, raggiungendo un pubblico stimato in 11.500 spettatori.

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