
| TEATRO PSICHIATRIA
Proporre un progetto teatrale in una realtà psichiatrica, contribuisce a comprendere ciò che caratterizza il teatro delle diversità. Infatti l’alterità raggiunta attraverso la “mutazione attorale” non può apparire come la sostituzione meccanica di una persona alla precedente (il personaggio che sostituisce la “vera persona”), quanto piuttosto la presenza di diverse persone sulla scena singolare interiore (i tanti personaggi che già appartengono alla persona), la loro intercambiabilità, la loro sovrapposizione, la loro consapevole commistione e a volte inconsapevole compresenza. Il territorio misterioso del malato di mente con il quale si va ad operare diventa quindi il luogo in cui ogni singolarità può essere immaginata come una molteplicità, un’aggregazione di eventi: in uno scorrere scomposto e irregolare di filoni paralleli di vita, ciascuno con la propria autonomia, ma necessariamente relazionati. La rappresentazione del personaggio non si limita così all’assunzione della maschera, soggetta al processo attorale della simulazione- finzione, ma all’evidente possibilità della messa in gioco delle molteplici persone che costituiscono l’universo psichico di ciascun soggetto. Gli attori utenti nella loro caratteristica comportamentale e patologica, contribuiscono al consolidamento del principio sostenuto in primis da Renzo Morteo secondo il quale il teatro non è una realtà statica, “il teatro si cerca, si è sempre cercato”, individuando il suo fascino e addirittura la sua ragione d’essere. Ecco che lo scopo sociale, ma anche culturale, riabilitativo, terapeutico di un possibile teatro delle diversità potrà essere quello di trasformare le persone, imprigionate dalle situazioni limite e danno personale, in attori sociali.
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IL LABORATORIO
La proposta si articola attraverso un laboratorio teatrale che può sfociare in un evento finale di rappresentazione. Ripercorrendo i presupposti e i fondamenti essenziali dell’animazione teatrale, il lavoro valorizza l’unicità e la particolarità della persona, favorendone la spontaneità e l’integrazione. Il teatro offre percorsi di lavoro attenti alla conquista personale dello spazio, della relazione con l’altro, dell’incontro, dell’invenzione e della mimesi, oltre, naturalmente, essere un momento ludico e aggregativo.
In collaborazione con: CPS, Piario (BG); CMP, Bonate (BG); Centro diurno di Trevigio e Romano, Treviglio(BG); CRT, Sarnico (BG); Fondazione Emilia Bosis, Bergamo (BG).
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